"In un'epoca in cui la frenesia digitale e la velocità dei flussi informativi dominano, lo slow vision propone un approccio diverso, più riflessivo e meditativo."
Un approccio che senza dubbio veniva adottato in un passato in cui la sovrabbondanza delle grandi produzioni (ormai, possiamo dirlo, stagnate nel bisogno frenetico di presentare lavori che garantiscano un ampio margine di guadagno) non costringeva gli spettatori ad un’esperienza rapida, talvolta pressapochista e superficiale, alla quale dedicarsi appena prima di passare al film, alla serie successiva. Eppure, forse, le cose stanno cambiando.
Lo slow vision è infatti un concetto che riflette una tendenza ora crescente (soprattutto tra i giovani) a consumare contenuti visivi con maggiore lentezza e consapevolezza. Si tratta di rallentare, di fare pausa, di apprezzare ogni dettaglio di ciò che appare sullo schermo, e di immergersi in una visione che si prende il tempo per esplorare e approfondire.
Si può parlare di un approccio che predilige scene più lunghe, ritmi dilatati e momenti di silenzio, che costringono lo spettatore a vivere l’esperienza visiva in modo più intenso e profondo. Questo stile non è solo una scelta estetica, ma anche una riflessione sulla natura stessa del guardare. Non si tratta solo di seguire una trama o di cercare emozioni rapide, ma di perdersi nei dettagli, nelle immagini e nei sentimenti che emergono lentamente.
Le produzioni che adottano lo slow vision spesso sono caratterizzate da una narrazione che non corre, ma si prende il suo tempo. Film come The Tree of Life di Terrence Malick o serie come The Leftovers di Damon Lindelof utilizzano ritmi lenti per esplorare temi complessi come il dolore, la memoria, la spiritualità e l’esistenza umana. In questi casi, lo spettatore è invitato a rallentare il proprio sguardo, ad abbandonare la frenesia del mondo esterno e ad accogliere un’esperienza visiva più profonda.

Il concetto di slow vision si contrappone alla tendenza dominante dei contenuti sempre più rapidi, progettati per mantenere l’attenzione alta e costante. Tuttavia, in un mondo dove tutto è immediato e consumato rapidamente, questa forma di visione si pone come mezzo di riscoperta della bellezza nel rallentare, nel riflettere e nel godere della visione senza fretta. Lo slow vision è un invito a entrare in contatto con l’essenza stessa dell’esperienza visiva, creando un legame più profondo con ciò che si sta guardando.